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Qual è la differenza tra la ricetta bianca e rossa

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La ricetta medica è un documento attraverso cui i cittadini possono prenotare esami di diagnostica strumentale, di laboratorio o visite specialistiche e ritirare o acquistare medicinali che richiedono prescrizione medica.

Rilasciata da un medico abilitato all’esercizio della professione e iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, la ricetta può essere di varie tipologie: le più conosciute sono quella bianca e quella rossa.

Qual è la differenza tra la ricetta bianca e rossa? Scopriamo quali medici sono autorizzati a redigere questi documenti, per quanto tempo sono validi e quali sono le regole da seguire per utilizzarli nel modo corretto.

Ricetta medica bianca

La ricetta medica bianca viene redatta dal medico utilizzando il suo ricettario personale per prescrivere visite specialistiche, esami di diagnostica strumentale o di laboratorio, di norma correlati alla propria branca di specializzazione, e medicinali di fascia C. Si tratta di prestazioni e farmaci non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, ma completamente a carico del cittadino.

Questo documento, che può essere rilasciato da tutti i medici iscritti all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, per essere valido deve contenere i seguenti dati:

  • nome e cognome del medico;
  • specifiche relative al farmaco, all’esame o alla visita;
  • luogo e data di compilazione.

Sulla ricetta bianca non devono essere necessariamente indicati il nome e il cognome del paziente, a meno che non sia lui stesso a richiederlo. È obbligatorio, invece, che il medico apponga una firma autografa sul documento.

Quanto dura una ricetta medica bianca? La validità della prescrizione dipende dalla sua ripetibilità, ovvero dal fatto che possa essere utilizzata una sola o più volte entro un determinato periodo di tempo.

La ricetta ripetibile è valida per un massimo di 6 mesi, a partire dalla data in cui viene rilasciata. Il paziente può utilizzarla fino a 10 volte nell’arco di questo lasso di tempo, salvo diversa indicazione da parte del medico e fatta eccezione per alcune categorie di farmaci.

Sono esclusi i medicinali che contengono sostanze stupefacenti e psicotrope, come gli ansiolitici e i farmaci per l’insonnia. In questo caso, la ricetta è ripetibile per un massimo di 3 volte in 1 mese.

Ogni volta che l’assistito utilizza la ricetta, questa viene timbrata e gli viene riconsegnata per poterla utilizzare nuovamente.

La ricetta bianca non ripetibile, invece, può essere utilizzata una sola volta in un mese. Viene rilasciata ai pazienti che devono assumere farmaci che, a seguito di un uso prolungato, potrebbero causare rischi per la salute. In questo caso, la ricetta viene trattenuta dal farmacista al momento della consegna del medicinale.

Ricetta medica rossa

La ricetta medica rossa, chiamata così per il suo colore, viene redatta dal medico utilizzando il ricettario regionale per prescrivere visite specialistiche, esami diagnostici o di laboratorio e medicinali di fascia A. Si tratta di prestazioni e farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. Questa è la principale differenza tra ricetta bianca e rossa.

Il documento può essere rilasciato da:

  • medici di Medicina Generale convenzionati con il SSN;
  • medici addetti alla continuità assistenziale pubblica;
  • specialisti ambulatoriali interni;
  • pediatri di libera scelta;
  • medici dipendenti di strutture pubbliche.

I medici abilitati all’esercizio della professione ma che operano come liberi professionisti e i medici ospedalieri che svolgono attività privata a pagamento nell’ospedale stesso non sono autorizzati a utilizzare il ricettario regionale, ma sono obbligati ad utilizzare esclusivamente la ricetta bianca, ovvero il loro ricettario personale. Spetta poi al medico di famiglia trascrivere le prescrizioni suggerite dallo specialista sulla ricetta rossa.

Qual è il periodo di tempo entro cui la ricetta rossa può essere utilizzata per ritirare medicinali o prenotare visite o esami e dove può essere utilizzata? La scadenza e il luogo di validità dipendono dalla tipologia di prestazione prescritta dal medico.

Se la ricetta è per il ritiro di farmaci, può essere utilizzata 1 volta nell’arco di 1 mese, ovunque ci si trovi, presso tutte le farmacie presenti sul territorio nazionale. Se il paziente si reca presso una farmacia della propria regione di residenza, è tenuto a pagare solo una piccola quota di compartecipazione o l’importo del ticket e l’eventuale differenza rispetto al prezzo di riferimento del farmaco, al costo più basso. Nelle regioni diverse dalla propria, invece, è obbligato pagare l’intero importo del farmaco, anche se ha diritto a ritirarlo gratuitamente.

Se la ricetta rossa prescrive visite o altre prestazioni, il paziente può utilizzarla anche in una regione diversa da quella di residenza, rivolgendosi al CUP di competenza. La durata del documento, in questo caso, varia da regione a regione, ma di solito è di 6 mesi dalla data di emissione.

Sempre più frequentemente, la ricetta rossa è sostituita da quella elettronica, anche detta dematerializzata. Questa viene redatta dal medico utilizzando un programma del Servizio Sanitario della regione per cui è abilitato all’esercizio della professione. Il medico, come promemoria comune, stampa su carta le stesse informazioni presenti all’interno della ricetta.

Si tratta di un documento virtuale a cui corrisponde un numero univoco, chiamato Numero di Ricetta Elettronica (NRE). La ricetta viene registrata all’interno di una banca dati, una sorta di archivio elettronico, a cui possono accedere tutti i medici e i farmacisti.

La ricetta elettronica ha la stessa capacità di prescrizione di quella rossa e dura per lo stesso periodo di tempo. Nel caso in cui ci fossero problemi informatici, l’assistito potrebbe comunque prenotare esami o ritirare farmaci utilizzando il promemoria su carta stampato dal medico.

Questa tipologia di ricetta non può essere utilizzata per prescrivere:

  • farmaci stupefacenti, che alterano lo stato psico-fisico;
  • ossigeno;
  • farmaci a base di sostanze psicotrope, che alterano il sistema nervoso;
  • farmaci ritenuti essenziali per singola patologia, rimborsabili da parte del SSN, che richiedono un piano terapeutico di competenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA);
  • farmaci che vengono prescritti a domicilio;
  • farmaci prescritti nelle Residenze Assistenziali Sanitarie (RSA).

A differenza della ricetta rossa, quella elettronica permette al paziente di ritirare i farmaci in regioni diverse da quella di residenza senza pagare il medicinale a prezzo pieno, ma soltanto il ticket e l’eventuale differenza rispetto al costo di riferimento del farmaco.

Se, adesso che conosci la differenza tra ricetta rossa e bianca, vuoi approfondire l’argomento, dai un’occhiata al nostro blog e scopri tutto quello che devi sapere sulla ricetta medica per avere una panoramica completa.

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